penna

Paolo Marcotti il Fulmine di Saliceto

di Paolo Morlacchini

Paolo Marcotti era un corridore di pianura con una velocità incredibile. Era particolarmente bravo nelle gare su circuito, dove si confrontava alla pari con i migliori sprinter del suo tempo, come Loatti, Leoni, Pola, Saccani e Cascina. Non dimentichiamo il cremonese Favalli, che spesso veniva superato dal Salicetano proprio nella sua specialità, la volata. Oltre al ciclismo, Paolo aveva una grande passione per la chitarra. Anche se le sue esibizioni musicali erano riservate alle allegre serate con gli amici nell’osteria di Saliceto di Cadeo, che gestì fino alla sua morte nell’agosto del 1977.


un primo piano di Paolo Marcotti con la bici

Il ciclismo gli diede l’opportunità di avvicinarsi più volte a grandi successi che avrebbero arricchito la sua carriera sportiva. Purtroppo, in queste occasioni, la fortuna non fu sempre dalla sua parte. Nato il 10 febbraio 1912 a Saliceto di Cadeo, Paolo iniziò presto ad aiutare i suoi genitori nella gestione della trattoria di famiglia. Inoltre, diede una mano al cognato Angelo Politi, un commerciante di frutta, che lo introdusse al ciclismo e divenne il suo primo consigliere e tifoso. Dopo aver iniziato a gareggiare con la Robur, dove ha vinto una medaglia di bronzo ai campionati regionali di velocità per dilettanti del 1932 a Fiorenzuola, Marcotti ha avuto un anno davvero eccezionale nel 1933 con il Fascio Giovanile di Cadeo. Il suo primo grande successo è arrivato in una corsa su strada a Roveleto di Cadeo, dove ha battuto Gaetano Rossi, uno dei migliori ciclisti della zona. Poi, ha brillato sulla pista dell’ippodromo di Borgonovo, vincendo sia la gara di velocità che quella di eliminazione, superando tutti i migliori dilettanti della provincia. Ad agosto, in pochi giorni, ha trionfato a Vigolo Marchese, Sarmato, San Nicolò, San Giuliano Piacentino e Fiorenzuola. Anche a Bettola e Gropparello ha fatto bene, arrivando secondo, sempre dietro Favalli. Nello stesso anno, ha vinto il campionato zonale di Fiorenzuola e quello provinciale per G.F. di Piacenza, oltre alla prova di velocità della “Polisportiva” sul Pubblico Passeggio di Piacenza. Ha anche partecipato ai campionati nazionali per G.F. di Terni con la squadra piacentina, ottenendo molti piazzamenti impressionanti. Tra questi, ricordiamo i secondi posti a Sariano, Borgonovo e San Giorgio, e i terzi posti a Farini d’Olmo e Mortizza. Inoltre, ha ottenuto un terzo posto nella classifica generale del “G.P. Comando Federale” in tre prove.

Nel 1934, il giovane velocista si unì alla U.S. Fidenza e iniziò a collezionare una serie di vittorie impressionanti. Tra i suoi successi più brillanti ci furono il Circuito di Borgotaro, il Circuito di San Pellegrino, San Giorgio, la Coppa Ispettore di Zona di Cadeo e il Circuito Parolese di Fidenza. Nel Piacentino, si distinse anche a Ciriano di Carpaneto, Saliceto di Cadeo, Carpaneto, Ponte dell’Olio e nella prima tappa del Giro della Provincia di Piacenza, da Piacenza a Bobbio. Come campione provinciale di velocità dilettanti sulla pista di Roveleto di Cadeo, Marcotti ottenne risultati notevoli anche in competizioni nazionali. Si classificò quarto nel Piccolo Giro di Lombardia a Milano e nono nella tappa Brescia-Milano del Giro d’Italia per G.F. Inoltre, ottenne piazzamenti d’onore nel Circuito di Saliceto di Cadeo, nel Circuito di Soragna e nel Criterium ciclistico della “Polisportiva 28 Ottobre” di Piacenza. Nel 1935, tornato a vestire la maglia di un club piacentino, l’O.N.D. Comune di Piacenza, trionfò nella Coppa Zanoli di Parma, nel G.P. Città di Codogno, dove superò anche il campione del mondo di velocità, Benedetto Pola, nel G.P. Esercenti di Agazzano e nel Circuito G.P. Tre Valli di Piacenza, valido per il campionato della 83° Legione.


Marcotti con bici e cappello alla punzonatura della Milano-Sanremo del 1937,
alla sua destra Attilio Pavesi

Quell’anno, oltre a vincere il titolo regionale, il nostro amico salicetano ha anche conquistato quello provinciale, piazzandosi terzo nel Circuito del Carmine di Castelsangiovanni, e primo tra i tesserati delle società piacentine. La sua partecipazione al campionato italiano per dilettanti di Roma è stata bella ma sfortunata, poiché è stato costretto a ritirarsi a causa di una foratura mentre era tra i primi. L’anno successivo, rappresentando la U.S. Parmense, si è confermato campione regionale a Piacenza e ha sfiorato la possibilità di indossare la maglia azzurra alle Olimpiadi di Berlino. Ha attirato l’attenzione dei selezionatori durante la Coppa del Re di Milano, una delle prove preolimpiche più importanti. In quella gara, ha lanciato la fuga decisiva, ma è stato superato in una volata a due dal torinese Tolmino Gios, dovendosi accontentare del secondo posto e del riconoscimento di “vincitore morale” della corsa. Purtroppo, alcune disavventure gli hanno impedito di classificarsi nell’ultima preolimpica, la Coppa Legnano, e nel campionato italiano di Parma, facendo sfumare definitivamente la convocazione ai Giochi Olimpici. Nel 1937 e nel 1938, Marcotti ha gareggiato tra i professionisti “indipendenti” con le maglie del G.R. Corridoni di Piacenza e della Cesare Battisti di Milano, partecipando alla Tre Valli Varesine, alla Milano-Modena e a due edizioni della Milano-Sanremo, dove si è classificato 65° nel 1938. Nel 1939, ha chiuso definitivamente una carriera ricca di circa cinquanta vittorie, inclusi molti successi in circuiti minori e sulle piste di Roveleto di Cadeo e Fiorenzuola, oltre a innumerevoli piazzamenti, come i secondi posti nel Circuito della Provincia di Piacenza (1935), nel Circuito di Cortermaggiore (1935), nella Coppa Necchi di Pavia (1936) e nella Coppa Ongina di Monticelli (1936). (tratto dalla storia del ciclismo piacentino di Graziano Zilli).


osteria di Paolo Marcotti a Saliceto di Cadeo