Castello di Folignano - Ponte dell’Olio
Il complesso oggi noto come Castello di Folignano a volte scritto anche “Fulignano” si trova nella frazione Folignano del Comune di Ponte dell’Olio (PC), lungo la sponda destra del torrente Nure. Non si hanno fonti certe che indichino la data della fondazione, ma secondo alcuni studiosi il sito sarebbe stato occupato da un “castrum” preesistente al XII-XIII secolo. Un documento menziona il castello o la località già nel 1028 come proprietà del rettore della chiesa di Paderna. Tuttavia la prima vendita documentata è del 1319 in quell’anno la famiglia Copallati (o “Coppalati”) vendette il castello ai figli di Riccardo Anguissola. L’edificio a pianta quadrangolare con torri circolari agli angoli e circondato da un fossato –tipico come schema difensivo del tardo XIII-XIV secolo nella zona– era parte di un sistema fortificato lungo la valle del Nure, a controllo delle vie verso la Liguria e la pianura padana.
Nel 1335 viene citato come rifugio per le truppe fedeli ai signori di Milano (i Visconti) nel conflitto con il papato.
Nel 1376 appare tra i beni della famiglia Anguissola (ramo di Vigolzone) che ottenne varie riconferme del possesso da parte dei signori di Milano.
Nel 1414 Antonio, Pietro e Riccardo Anguissola ricevettero l’investitura dall’imperatore Sigismondo, imperatore del Sacro Romano Impero per il castello di Folignano insieme ad altri feudi.
Nel 1482 il conte Giovanni Carlo Anguissola, reduce del servizio militare al fianco di Francesco Sforza, ottenne una conferma dei privilegi da parte del duca di Milano Gian Galeazzo Sforza.
Nel 1504 il re di Francia Luigi XII concesse al conte Pier Bernardino Anguissola i feudi di Folignano e San Polo. Questo lungo dominio della famiglia Anguissola sul castello durerà fino alla fine dell’Ottocento.
Proprietari, funzioni e vicende belliche.
Durante il Medioevo e l’età moderna, il castello ebbe funzioni sia difensive che di controllo territoriale. Le famiglie Copallati e poi Anguissola erano nobili locali che esercitavano la loro autorità in zona, in rapporto con i signori di Milano (Visconti e Sforza) e con le strutture imperiali-papali. La posizione del castello lungo la Val Nure era strategica e permetteva di sorvegliare la valle e controllare i traffici verso la Liguria o la pianura padana. In particolare la citazione del 1335 indica come il castello ospitasse truppe viscontee nel conflitto con il papato, ciò testimonia il suo ruolo militare. Non si sono avute notizie relative a grandi battaglie specifiche svoltesi all’interno del castello, ma il contesto è tipico dei conflitti tra Milano e la Chiesa nel Trecento-Quattrocento. Il fossato, il ponte d’ingresso e la pianta quadrangolare con torri angolari sono segni evidenti di un impianto militare-residenziale dell’epoca.
Storia moderna, restauri e destinazione attuale.
Nel corso dei secoli successivi l’impianto ha perso progressivamente la sua funzione prettamente difensiva, trasformandosi in dimora signorile e poi, in epoca recente, in azienda agrituristica. Oggi l’edificio è sede di agriturismo, azienda agricola e fattoria didattica. Secondo alcune fonti, i fronti interni sono stati restaurati recentemente per adeguarli a uso abitativo e agricolo, mentre le murature esterne mostrano segni di degrado. Il castello è visitabile “su richiesta” pur essendo proprietà privata. Nelle cantine è allestito un “museo della pigiatura” (struttura didattica legata alla produzione vinicola) secondo le informazioni locali.
Misteri e curiosità.
Il nome “Folignano” appare storicamente anche come “Fulignano”.
Un curioso dettaglio: l’ampio fossato che un tempo circondava il castello è oggi interrato o convertito.
Anche se non documentate con precisione, la presenza di stanze con tracce di affreschi e decorazioni interne è segnalata.
Oggi la struttura agrituristica propone attività didattiche, giochi per bambini e degustazione di prodotti tipici locali – un curioso contrasto tra l’antica funzione militare e la moderna accoglienza rurale. Il Castello di Folignano rappresenta un buon esempio di fortezza tardo medievale della provincia di Piacenza, con una storia documentata che lo lega alla nobiltà locale (Anguissola), al controllo delle vie vallive e ad un’evoluzione da presidio difensivo a dimora nobiliare e infine ad agriturismo. Pur non emergendo dalle fonti come teatro di battaglie di grande fama, il suo inserimento nel contesto di conflitti tra Milano e il Papato lo rende significativo. Il fatto che sia visitabile (seppur su richiesta) e adibito a azienda agrituristica, lo rende un esempio interessante di riuso del patrimonio storico. Come spesso accade segnalati stati di conservazione non ottimali per alcune porzioni esterne.
Nel 1335 viene citato come rifugio per le truppe fedeli ai signori di Milano (i Visconti) nel conflitto con il papato.
Nel 1376 appare tra i beni della famiglia Anguissola (ramo di Vigolzone) che ottenne varie riconferme del possesso da parte dei signori di Milano.
Nel 1414 Antonio, Pietro e Riccardo Anguissola ricevettero l’investitura dall’imperatore Sigismondo, imperatore del Sacro Romano Impero per il castello di Folignano insieme ad altri feudi.
Nel 1482 il conte Giovanni Carlo Anguissola, reduce del servizio militare al fianco di Francesco Sforza, ottenne una conferma dei privilegi da parte del duca di Milano Gian Galeazzo Sforza.
Nel 1504 il re di Francia Luigi XII concesse al conte Pier Bernardino Anguissola i feudi di Folignano e San Polo. Questo lungo dominio della famiglia Anguissola sul castello durerà fino alla fine dell’Ottocento.
Proprietari, funzioni e vicende belliche.
Durante il Medioevo e l’età moderna, il castello ebbe funzioni sia difensive che di controllo territoriale. Le famiglie Copallati e poi Anguissola erano nobili locali che esercitavano la loro autorità in zona, in rapporto con i signori di Milano (Visconti e Sforza) e con le strutture imperiali-papali. La posizione del castello lungo la Val Nure era strategica e permetteva di sorvegliare la valle e controllare i traffici verso la Liguria o la pianura padana. In particolare la citazione del 1335 indica come il castello ospitasse truppe viscontee nel conflitto con il papato, ciò testimonia il suo ruolo militare. Non si sono avute notizie relative a grandi battaglie specifiche svoltesi all’interno del castello, ma il contesto è tipico dei conflitti tra Milano e la Chiesa nel Trecento-Quattrocento. Il fossato, il ponte d’ingresso e la pianta quadrangolare con torri angolari sono segni evidenti di un impianto militare-residenziale dell’epoca.
Storia moderna, restauri e destinazione attuale.
Nel corso dei secoli successivi l’impianto ha perso progressivamente la sua funzione prettamente difensiva, trasformandosi in dimora signorile e poi, in epoca recente, in azienda agrituristica. Oggi l’edificio è sede di agriturismo, azienda agricola e fattoria didattica. Secondo alcune fonti, i fronti interni sono stati restaurati recentemente per adeguarli a uso abitativo e agricolo, mentre le murature esterne mostrano segni di degrado. Il castello è visitabile “su richiesta” pur essendo proprietà privata. Nelle cantine è allestito un “museo della pigiatura” (struttura didattica legata alla produzione vinicola) secondo le informazioni locali.
Misteri e curiosità.
Il nome “Folignano” appare storicamente anche come “Fulignano”.
Un curioso dettaglio: l’ampio fossato che un tempo circondava il castello è oggi interrato o convertito.
Anche se non documentate con precisione, la presenza di stanze con tracce di affreschi e decorazioni interne è segnalata.
Oggi la struttura agrituristica propone attività didattiche, giochi per bambini e degustazione di prodotti tipici locali – un curioso contrasto tra l’antica funzione militare e la moderna accoglienza rurale. Il Castello di Folignano rappresenta un buon esempio di fortezza tardo medievale della provincia di Piacenza, con una storia documentata che lo lega alla nobiltà locale (Anguissola), al controllo delle vie vallive e ad un’evoluzione da presidio difensivo a dimora nobiliare e infine ad agriturismo. Pur non emergendo dalle fonti come teatro di battaglie di grande fama, il suo inserimento nel contesto di conflitti tra Milano e il Papato lo rende significativo. Il fatto che sia visitabile (seppur su richiesta) e adibito a azienda agrituristica, lo rende un esempio interessante di riuso del patrimonio storico. Come spesso accade segnalati stati di conservazione non ottimali per alcune porzioni esterne.

Castello di Folignano veduta dei primi ‘900
