Fiorenzuola d’Arda - Fiurinsöla
stemma del comune
Il comune di Fiorenzuola d’Arda, conta poco più di 15mila abitanti, è situato lungo la via Emilia ed è il principale centro della Val d’Arda situato a nord-est di Piacenza. Le prime tracce indicano che la fondazione sia legata all’opera di colonizzazione romana, la centuriazione e la suddivisione agraria che i Romani attuarono nella pianura emiliana suggeriscono che la zona fosse già abitata in epoca antica. Nel Medioevo vi è menzione con un atto del 31 marzo 744 dove si cita il monastero di Fiorenzuola tra i beni concessi al vescovo di Piacenza. Nel IX secolo, nell’anno 830, compare un documento che attesta l’abbazia benedettina di Fiorenzuola (san Fiorenzo di Tour) a favore dell’abate Cosma. Un segno dell’antica cinta muraria è la Porta Piacenza, l’arco attuale risale al 1814, ma sorge nella posizione dell’antico accesso al borgo murato, utilizzato almeno dal XIV secolo. Si ricorda che lo stemma della città -“le tre rose bianche su sfondo rosso”- ha una leggenda antica che lo collega ad una battaglia tra le truppe di Silla e Mario, in cui caddero petali di rose sul campo che furono interpretati come segno di vittoria. Durante il periodo Medioevale, grazie alla posizione lungo la Via Emilia e all’attività agricola e commerciale, Fiorenzuola acquisì importanza come centro di scambi. Edifici come il Palazzo Grossi (databile verso la fine del XV secolo) dimostrano l’esistenza di famiglie locali influenti e di una città che cresceva. Nel periodo moderno, l’assetto urbano si sviluppa, il convento di San Giovanni divenne sede comunale e biblioteca. Non mancano eventi naturali catastrofici come l’esondazione del torrente Arda nel 1766 che colpì la parte bassa della città e venne ricordata con una lapide.
Eventi bellici e Resistenza.
Durante la seconda guerra mondiale, la zona della Val d’Arda fu teatro di azioni partigiane e l’intero territorio subì le conseguenze del conflitto. Tra maggio 1944 e aprile 1945 si contano numerosi bombardamenti nella provincia di Piacenza, e anche Fiorenzuola ne subì anch’essa gli effetti. Ricordiamo un partigiano nato a Fiorenzuola, Giuseppe Scapuzzi (1926-2007) detto “Pinotto”, che partecipò alla Resistenza come commissario del distaccamento “Molinari” della 62ª Brigata Garibaldi; venne catturato dai tedeschi e deportato a Bolzano. La presenza della comunità ebraica è ricordata con la “Contrada degli Ebrei” dove risiedevano numerose famiglie ebraiche fra il XVI e il XVIII secolo, con sinagoga e scuola rabbinica; la presenza ebraica cessò nel 1984.
Quartieri, stemma e curiosità.
Uno degli esempi più significativi è il rione della Gerassa, che corrisponde al centro storico e i “Gerassari” che ne fanno parte, hanno simboli e feste proprie. Nei centri sportivi locali si segnalano varie contrade con propri simboli e bandiere, ad esempio “La Gerassa” con il leone bianco su campo rosso; “Il Piazzone” con il gallo, ecc. Lo stemma, simbolo della città, ha le tre rose bianche come da tradizione, questo proviene da un episodio di guerra romana in cui sul campo di battaglia le rose si posarono spontaneamente sui vincitori. Il ponte “Ponte Maria Luigia” (inaugurato nell’agosto 1837) ha una leggenda, pare che seppelliti nella fondazione del pilone principali vi sia un vaso con monete d’oro, d’argento e bronzo -per “assicurare prosperità”.
Una delle curiosità locali più popolari, uno sfottò narra che un gruppo di amici ubriachi, notte tempo rincasando e passando sul ponte dell'Arda, vide sul fondo del laghetto una grossa forma di formaggio. Senza pensare troppo i simpatici amici in preda ai fumi dell'alcool andarono a prendere le reti per recuperare il formaggio. Dopo diversi e inutili tentativi gli amici si accorsero che il grosso formaggio adagiato sul fondo altro non era che la luna piena che si specchiava nelle acque del fiume. La fantasia popolare si prese la briga di inventare il famoso detto "Chi'd Fiörensöla i hann pascà la farmaia indIl'Arda", ovvero "Quelli di Fiorenzuola hanno voluto pescare un formaggio nell'Arda".
Un'altra curiosità locale è quella relativa a come venivano chiamate una volta le carceri, cioè "Cà'd Ghiòn". Così, quando una persona finiva in carcera, l'espressione usata era "L'è stà a cà 'd Ghion". Perchè? Ghioni un tempo era il custode-direttore delle carceri cittadine. Un racconto è anche quello riguardante Tanèlu, un "becchino" del locale cimitero, che nelle ore di riposo andava all'osteria "l'Africana" a bere la solita scödella ad ven russ. Si narra che per scaramanzia l'oste gli riservasse sempre la solita scodella, chiamata dagli avventori la "scödella dal munàt", in cui nessuno voleva bere a causa del mestiere che faceva. Tra le rivalità paesane, i soprannomi hanno sicuramente un posto speciale: si dice infatti che gli abitanti di Castell'Arquato, Lugagnano, Carpaneto ed altri centri avessero soprannominato i colleghi di Fiorenzuola come "I Dasprà" (i disperati). Di contro, i fiorenzuolan parlavano dei cittadini di Castell'Arquato come "I Fallì", e di quelli di Lugagnano come "I Bsunton".
Sagre e tradizioni locali.
Fiorenzuola d’Arda mantiene vive numerose tradizioni e manifestazioni.
La Zobia, carnevale storico con radici dal tardo Medioevo, in cui il viso resta scoperto e si realizza una sfilata di carri artigianali con battute dialettali e interazione col pubblico.
Il Festival dell’Anolino di Fiorenzuola dedicato all’anolino De.Co. della Val d’Arda.
La Festa della Mietitura e del Pane Piacentino, nelle campagne della zona si celebra il raccolto con pane fresco e trattorie all’aperto.
La Fiera di San Fiorenzo festa patronale con mercato ambulante, stand artigianali, gastronomia e musica.
La Festa dello sport, salute e benessere nel centro storico, unisce attività sportive con vetrine aperte e animazione commerciale.
Lo stadio comunale (velodromo) è sede, della “Six Days of the Roses” (sei giorni delle rose), competizione internazionale di ciclismo su pista. Tante associazioni sportive locali presentano le proprie attività, aperte alle famiglie e giovani.
Turismo e cosa vedere.
Fiorenzuola d’Arda si presenta oggi come una cittadina con buon potenziale turistico: posizione comoda lungo la Via Emilia e nella Val d’Arda, con colline circostanti e castelli nei dintorni. Da non perdere sono la Collegiata di San Fiorenzo in piazza Molinari, l’ex chiesa di San Giovanni (oggi municipio e biblioteca). Per chi ama escursioni ci sono le dolci colline della Val d’Arda e borghi nei dintorni invitano a passeggiate tra natura e storia. L’ospitalità è garantita dai tipici agriturismi, ristoranti che offrono piatti tradizionali della zona (anolini, salumi locali, ecc.) e un’ottima base per esplorare la provincia di Piacenza. Un altro elemento di interesse culturale potrebbe essere la presenza della comunità ebraica storica e del quartiere che la ospitava.
Storia moderna, misteri e curiosità.
Nel XX secolo e fino ad oggi, Fiorenzuola ha visto uno sviluppo urbano e infrastrutturale come ad esempio, l’ospedale della Val d’Arda è un presidio sanitario della zona, con un nuovo padiglione inaugurato recentemente. Come pianificazione urbanistica il Comune ha approvato di recente il (PUG) Piano Urbanistico Generale per la gestione del territorio.
Lo stemma con le rose, come già detto, legato a un episodio mitico-romano.
La leggenda del Ponte Maria Luigia e il vaso pieno di monete.
Il quartiere “Contrada degli Ebrei” una storia meno nota, ma interessante, della presenza ebraica, con sinagoga e scuola per rabbini.
L’alluvione del 1766 in via Carducci è ancora visibile un’intagliatura nel muro che ricorda l’esondazione dell’Arda.
Tra i quartieri più conosciuti, La Gerassa è il rione più antico, è il centro storico e festeggia la sua festa “La Gerassa in festa” alla fine di agosto inizio settembre.
Il Piazzone è lo storico rione nato intorno all’ex convento di San Giovanni.
Questi quartieri hanno una forte identità locale, con simboli, bandiere e feste proprie. In sintesi, Fiorenzuola d’Arda è un comune con radici antiche (romane e medievali), che ha saputo conservare parte della sua storia nel centro storico, negli stemmi, nei quartieri e nelle tradizioni. Le vicende belliche e resistenziali hanno segnato il XX secolo, mentre oggi è una cittadina vivace, con eventi, sagre, turismo e ottimo potenziale come base per esplorare la Val d’Arda e la provincia di Piacenza.
Comune di Fiorenzuola d’Arda, mail; protocollo@pec.comune.fiorenzuola.pc.it , Piazzale San Giovanni 2 - 29017 Fiorenzuola d’Arda tel. 0523-9891 fax 0523-2982680
Eventi bellici e Resistenza.
Durante la seconda guerra mondiale, la zona della Val d’Arda fu teatro di azioni partigiane e l’intero territorio subì le conseguenze del conflitto. Tra maggio 1944 e aprile 1945 si contano numerosi bombardamenti nella provincia di Piacenza, e anche Fiorenzuola ne subì anch’essa gli effetti. Ricordiamo un partigiano nato a Fiorenzuola, Giuseppe Scapuzzi (1926-2007) detto “Pinotto”, che partecipò alla Resistenza come commissario del distaccamento “Molinari” della 62ª Brigata Garibaldi; venne catturato dai tedeschi e deportato a Bolzano. La presenza della comunità ebraica è ricordata con la “Contrada degli Ebrei” dove risiedevano numerose famiglie ebraiche fra il XVI e il XVIII secolo, con sinagoga e scuola rabbinica; la presenza ebraica cessò nel 1984.
Quartieri, stemma e curiosità.
Uno degli esempi più significativi è il rione della Gerassa, che corrisponde al centro storico e i “Gerassari” che ne fanno parte, hanno simboli e feste proprie. Nei centri sportivi locali si segnalano varie contrade con propri simboli e bandiere, ad esempio “La Gerassa” con il leone bianco su campo rosso; “Il Piazzone” con il gallo, ecc. Lo stemma, simbolo della città, ha le tre rose bianche come da tradizione, questo proviene da un episodio di guerra romana in cui sul campo di battaglia le rose si posarono spontaneamente sui vincitori. Il ponte “Ponte Maria Luigia” (inaugurato nell’agosto 1837) ha una leggenda, pare che seppelliti nella fondazione del pilone principali vi sia un vaso con monete d’oro, d’argento e bronzo -per “assicurare prosperità”.
Una delle curiosità locali più popolari, uno sfottò narra che un gruppo di amici ubriachi, notte tempo rincasando e passando sul ponte dell'Arda, vide sul fondo del laghetto una grossa forma di formaggio. Senza pensare troppo i simpatici amici in preda ai fumi dell'alcool andarono a prendere le reti per recuperare il formaggio. Dopo diversi e inutili tentativi gli amici si accorsero che il grosso formaggio adagiato sul fondo altro non era che la luna piena che si specchiava nelle acque del fiume. La fantasia popolare si prese la briga di inventare il famoso detto "Chi'd Fiörensöla i hann pascà la farmaia indIl'Arda", ovvero "Quelli di Fiorenzuola hanno voluto pescare un formaggio nell'Arda".
Un'altra curiosità locale è quella relativa a come venivano chiamate una volta le carceri, cioè "Cà'd Ghiòn". Così, quando una persona finiva in carcera, l'espressione usata era "L'è stà a cà 'd Ghion". Perchè? Ghioni un tempo era il custode-direttore delle carceri cittadine. Un racconto è anche quello riguardante Tanèlu, un "becchino" del locale cimitero, che nelle ore di riposo andava all'osteria "l'Africana" a bere la solita scödella ad ven russ. Si narra che per scaramanzia l'oste gli riservasse sempre la solita scodella, chiamata dagli avventori la "scödella dal munàt", in cui nessuno voleva bere a causa del mestiere che faceva. Tra le rivalità paesane, i soprannomi hanno sicuramente un posto speciale: si dice infatti che gli abitanti di Castell'Arquato, Lugagnano, Carpaneto ed altri centri avessero soprannominato i colleghi di Fiorenzuola come "I Dasprà" (i disperati). Di contro, i fiorenzuolan parlavano dei cittadini di Castell'Arquato come "I Fallì", e di quelli di Lugagnano come "I Bsunton".
Sagre e tradizioni locali.
Fiorenzuola d’Arda mantiene vive numerose tradizioni e manifestazioni.
La Zobia, carnevale storico con radici dal tardo Medioevo, in cui il viso resta scoperto e si realizza una sfilata di carri artigianali con battute dialettali e interazione col pubblico.
Il Festival dell’Anolino di Fiorenzuola dedicato all’anolino De.Co. della Val d’Arda.
La Festa della Mietitura e del Pane Piacentino, nelle campagne della zona si celebra il raccolto con pane fresco e trattorie all’aperto.
La Fiera di San Fiorenzo festa patronale con mercato ambulante, stand artigianali, gastronomia e musica.
La Festa dello sport, salute e benessere nel centro storico, unisce attività sportive con vetrine aperte e animazione commerciale.
Lo stadio comunale (velodromo) è sede, della “Six Days of the Roses” (sei giorni delle rose), competizione internazionale di ciclismo su pista. Tante associazioni sportive locali presentano le proprie attività, aperte alle famiglie e giovani.
Turismo e cosa vedere.
Fiorenzuola d’Arda si presenta oggi come una cittadina con buon potenziale turistico: posizione comoda lungo la Via Emilia e nella Val d’Arda, con colline circostanti e castelli nei dintorni. Da non perdere sono la Collegiata di San Fiorenzo in piazza Molinari, l’ex chiesa di San Giovanni (oggi municipio e biblioteca). Per chi ama escursioni ci sono le dolci colline della Val d’Arda e borghi nei dintorni invitano a passeggiate tra natura e storia. L’ospitalità è garantita dai tipici agriturismi, ristoranti che offrono piatti tradizionali della zona (anolini, salumi locali, ecc.) e un’ottima base per esplorare la provincia di Piacenza. Un altro elemento di interesse culturale potrebbe essere la presenza della comunità ebraica storica e del quartiere che la ospitava.
Storia moderna, misteri e curiosità.
Nel XX secolo e fino ad oggi, Fiorenzuola ha visto uno sviluppo urbano e infrastrutturale come ad esempio, l’ospedale della Val d’Arda è un presidio sanitario della zona, con un nuovo padiglione inaugurato recentemente. Come pianificazione urbanistica il Comune ha approvato di recente il (PUG) Piano Urbanistico Generale per la gestione del territorio.
Lo stemma con le rose, come già detto, legato a un episodio mitico-romano.
La leggenda del Ponte Maria Luigia e il vaso pieno di monete.
Il quartiere “Contrada degli Ebrei” una storia meno nota, ma interessante, della presenza ebraica, con sinagoga e scuola per rabbini.
L’alluvione del 1766 in via Carducci è ancora visibile un’intagliatura nel muro che ricorda l’esondazione dell’Arda.
Tra i quartieri più conosciuti, La Gerassa è il rione più antico, è il centro storico e festeggia la sua festa “La Gerassa in festa” alla fine di agosto inizio settembre.
Il Piazzone è lo storico rione nato intorno all’ex convento di San Giovanni.
Questi quartieri hanno una forte identità locale, con simboli, bandiere e feste proprie. In sintesi, Fiorenzuola d’Arda è un comune con radici antiche (romane e medievali), che ha saputo conservare parte della sua storia nel centro storico, negli stemmi, nei quartieri e nelle tradizioni. Le vicende belliche e resistenziali hanno segnato il XX secolo, mentre oggi è una cittadina vivace, con eventi, sagre, turismo e ottimo potenziale come base per esplorare la Val d’Arda e la provincia di Piacenza.
Comune di Fiorenzuola d’Arda, mail; protocollo@pec.comune.fiorenzuola.pc.it , Piazzale San Giovanni 2 - 29017 Fiorenzuola d’Arda tel. 0523-9891 fax 0523-2982680

corso Garibaldi nel 1924

panorama con il ponte e il vascone 1956
