Castello di Bobbiano – Travo Val Trebbia
Nel colle sovrastante la località di Bobbiano, frazione situata nel comune di Travo in Val Trebbia

veduta del castello nei primi del ‘900
(Piacenza), si trova una torre medievale che è quanto resta di un castello antico citato sin dall’XI secolo. Un documento del 1037 attesta che un certo Teodosio acquistò da Isembrando, canonico della pieve di San Faustino di Tuna, una serie di poderi ed edifici fortificati tra cui il castello di Bobbiano con torre e la chiesa antica di San Michele. Nel 1164, l’imperatore Federico I Barbarossa infeudò il feudo di Bobbiano al marchese Obizzo Malaspina. Il luogo aveva evidentemente una funzione strategica sulla sinistra della Val Trebbia dominava il vallone della Dorba e fungeva da avamposto di controllo della valle. La torre, da cui oggi si ricava poco oltre il rudere, sorge su un colle isolato in posizione dominante.
Proprietari e vicende signorili.
Dopo l’investitura malaspiniana, la fortezza subì un evento di distruzione, nel 1255 le truppe al servizio del signore piacentino Oberto II Pallavicino attaccarono e rasero in parte al suolo il castello di Bobbiano. Successivamente passò nell’orbita della nobile famiglia piacentina degli Anguissola, ormai signori del luogo, che mantennero la proprietà per molti secoli. In un documento del 1546, il duca di Parma e Piacenza concesse a Ettore Maria Anguissola metà del castello di Bobbiano, unitamente ai fortilizi di Vei e Travo e ai relativi beni immobili, in cambio della prestazione del giuramento di fedeltà. Un cenno del 1311 segnala che Rolando II Scotti aveva occupato Bobbiano ma poco dopo cedette agli Anguissola grazie all’intervento del podestà di Piacenza, Riccardino Langosco.
La struttura, le battaglie e gli usi.
La struttura originaria era un castello medievale con torre, curia e cappella privata (chiesa di San Michele) sul colle di Bobbiano. Oggi rimane soprattutto la torre quadrangolare –con muri di base scarpati– e la chiesa adiacente, che fu ampliata all’inizio del Settecento. Non ci sono fonti certe che documentino grandi battaglie riconosciute o assedi prolungati oltre gli eventi menzionati (come l’attacco del 1255). Tuttavia la distruzione parziale del castello ne segnala il ruolo militare nel sistema delle fortificazioni dell’Appennino piacentino. Un curioso aneddoto ci ricorda che nei primi anni del XVI secolo, la torre fu utilizzata come rifugio dalla banda del brigante detto “Bertoletto”.
Epoca moderna, abbandono e restauri.
Con il passare dei secoli la funzione militare venne meno, la struttura fu parzialmente abbandonata o trasformata e divenne proprietà privata. Lo stato di conservazione nei secoli recenti era di forte degrado. Nel 2017 sono iniziati lavori di messa in sicurezza della torre di Bobbiano, conclusi nel 2021. La chiesa di San Michele, adiacente alla torre, presenta un progetto di recupero già pronto dal 2021 ma è in attesa dei fondi (circa 500mila €) per essere realizzato.
Visitabilità, curiosità e misteri.
Attualmente la torre e l’antico castello sono proprietà privata e in stato di parziale restauro e non sono segnalati percorsi pubblici di visita. La torre domina la cosiddetta “Costa del Bulla” e la località è parte di sentieri panoramici nella Val Trebbia, segnalata in escursioni organizzate dal Fondo Ambiente Italiano. Il fatto che della fortificazione originaria sia rimasta solo la torre isolata alimenta riflessioni sul passato; quanto fosse imponente il castello? Quali ambienti ospitava? Non vi sono documenti completi. Inoltre, l’uso da parte di briganti nei secoli testimonia la mutata funzione della torre, da presidio militare a rifugio d’illegalità.
Sintesi cronologica.
XI sec (1037)- primo documento noto che cita il castello di Bobbiano.
1164- infeudazione a Obizzo Malaspina da parte dell’imperatore Federico I.
1255- parziale distruzione ad opera delle truppe del Pallavicino.
XIII-XIV sec- passaggio alla famiglia Anguissola.
1546- investitura feudale di metà castello agli Anguissola.
XVI sec- uso come rifugio da parte di banda brigantesca.
XIX-XX sec- progressivo abbandono e privatizzazione.
2017-2021- lavori di restauro della torre e chiesa in progetto di recupero.
Perché vale la pena conoscerlo.
Il sito del castello-torre di Bobbiano è un perfetto esempio del destino delle fortificazioni in Val Trebbia, presidio medievale, signoria feudale, decadimento e riscoperta culturale. La posizione, isolata e panoramica, aggiunge al carattere storico un forte impatto paesaggistico. Anche se non accessibile al pubblico in forma completa, la torre domina il borgo e può essere ammirata dall’esterno durante escursioni nella valle.
Proprietari e vicende signorili.
Dopo l’investitura malaspiniana, la fortezza subì un evento di distruzione, nel 1255 le truppe al servizio del signore piacentino Oberto II Pallavicino attaccarono e rasero in parte al suolo il castello di Bobbiano. Successivamente passò nell’orbita della nobile famiglia piacentina degli Anguissola, ormai signori del luogo, che mantennero la proprietà per molti secoli. In un documento del 1546, il duca di Parma e Piacenza concesse a Ettore Maria Anguissola metà del castello di Bobbiano, unitamente ai fortilizi di Vei e Travo e ai relativi beni immobili, in cambio della prestazione del giuramento di fedeltà. Un cenno del 1311 segnala che Rolando II Scotti aveva occupato Bobbiano ma poco dopo cedette agli Anguissola grazie all’intervento del podestà di Piacenza, Riccardino Langosco.
La struttura, le battaglie e gli usi.
La struttura originaria era un castello medievale con torre, curia e cappella privata (chiesa di San Michele) sul colle di Bobbiano. Oggi rimane soprattutto la torre quadrangolare –con muri di base scarpati– e la chiesa adiacente, che fu ampliata all’inizio del Settecento. Non ci sono fonti certe che documentino grandi battaglie riconosciute o assedi prolungati oltre gli eventi menzionati (come l’attacco del 1255). Tuttavia la distruzione parziale del castello ne segnala il ruolo militare nel sistema delle fortificazioni dell’Appennino piacentino. Un curioso aneddoto ci ricorda che nei primi anni del XVI secolo, la torre fu utilizzata come rifugio dalla banda del brigante detto “Bertoletto”.
Epoca moderna, abbandono e restauri.
Con il passare dei secoli la funzione militare venne meno, la struttura fu parzialmente abbandonata o trasformata e divenne proprietà privata. Lo stato di conservazione nei secoli recenti era di forte degrado. Nel 2017 sono iniziati lavori di messa in sicurezza della torre di Bobbiano, conclusi nel 2021. La chiesa di San Michele, adiacente alla torre, presenta un progetto di recupero già pronto dal 2021 ma è in attesa dei fondi (circa 500mila €) per essere realizzato.
Visitabilità, curiosità e misteri.
Attualmente la torre e l’antico castello sono proprietà privata e in stato di parziale restauro e non sono segnalati percorsi pubblici di visita. La torre domina la cosiddetta “Costa del Bulla” e la località è parte di sentieri panoramici nella Val Trebbia, segnalata in escursioni organizzate dal Fondo Ambiente Italiano. Il fatto che della fortificazione originaria sia rimasta solo la torre isolata alimenta riflessioni sul passato; quanto fosse imponente il castello? Quali ambienti ospitava? Non vi sono documenti completi. Inoltre, l’uso da parte di briganti nei secoli testimonia la mutata funzione della torre, da presidio militare a rifugio d’illegalità.
Sintesi cronologica.
XI sec (1037)- primo documento noto che cita il castello di Bobbiano.
1164- infeudazione a Obizzo Malaspina da parte dell’imperatore Federico I.
1255- parziale distruzione ad opera delle truppe del Pallavicino.
XIII-XIV sec- passaggio alla famiglia Anguissola.
1546- investitura feudale di metà castello agli Anguissola.
XVI sec- uso come rifugio da parte di banda brigantesca.
XIX-XX sec- progressivo abbandono e privatizzazione.
2017-2021- lavori di restauro della torre e chiesa in progetto di recupero.
Perché vale la pena conoscerlo.
Il sito del castello-torre di Bobbiano è un perfetto esempio del destino delle fortificazioni in Val Trebbia, presidio medievale, signoria feudale, decadimento e riscoperta culturale. La posizione, isolata e panoramica, aggiunge al carattere storico un forte impatto paesaggistico. Anche se non accessibile al pubblico in forma completa, la torre domina il borgo e può essere ammirata dall’esterno durante escursioni nella valle.

veduta del castello nei primi del ‘900
