Storia e Origine della Carta d’Eritrea
un viaggio lungo negli anni,
una storia italiana per un profumo unico destinato a rimanere sempre attuale
una storia italiana per un profumo unico destinato a rimanere sempre attuale
Il sole dell’Africa bruciava e spaccava la terra in zolle secche. Il piacentino Vittoriano Casanova si asciugava il sudore con un fazzoletto, mentre il treno sbuffava lentamente verso Asmara. Era il 1926 e da tre anni inseguiva un sogno che sapeva di spezie, di resine e di mare. Aveva lasciato Piacenza, il suo laboratorio e le sue abitudini quotidiane, per inseguire un’intuizione nata tra gli scaffali di bottiglie d’ambra e bilance di precisione -creare una carta che racchiudesse un’essenza capace di purificare l’aria e lo spirito-. Il viaggio lo portò in una terra che pareva viva di odori. Appena arrivato, l’aria lo avvolse con un miscuglio di profumi a lui sconosciuti -mirra, incenso, legno bruciato, e una nota sottile di erbe balsamiche. “La terra degli aromi”, la chiamavano i mercanti locali. E davvero gli odori sembravano raccontare una storia antica.
Vittoriano prese alloggio in una piccola pensione, dove la brezza portava il profumo dei mercati e dei fuochi lontani e lì cominciò la sua esplorazione. Visitava villaggi e mercati, parlava con gli erboristi indigeni e con i commercianti di spezie, appuntando tutto con cura nel suo taccuino. Ogni sera, nel silenzio rotto solo dal canto dei grilli, provava a mescolare resine e oli, cercando l’equilibrio perfetto tra dolcezza e forza, tra Oriente e Occidente. Un giorno incontrò un anziano venditore eritreo che portava con sé piccole stecche di resina giallastra, custodite in un panno grezzo. “Questa viene da un albero che piange oro quando lo ferisci”, gli disse. Vittoriano la annusò ed ebbe un sussulto; un aroma penetrante gli riempì i sensi. Era la chiave che cercava. Capì che in quel profumo antico c’era il segreto che avrebbe portato a casa con sé.
Vittoriano prese alloggio in una piccola pensione, dove la brezza portava il profumo dei mercati e dei fuochi lontani e lì cominciò la sua esplorazione. Visitava villaggi e mercati, parlava con gli erboristi indigeni e con i commercianti di spezie, appuntando tutto con cura nel suo taccuino. Ogni sera, nel silenzio rotto solo dal canto dei grilli, provava a mescolare resine e oli, cercando l’equilibrio perfetto tra dolcezza e forza, tra Oriente e Occidente. Un giorno incontrò un anziano venditore eritreo che portava con sé piccole stecche di resina giallastra, custodite in un panno grezzo. “Questa viene da un albero che piange oro quando lo ferisci”, gli disse. Vittoriano la annusò ed ebbe un sussulto; un aroma penetrante gli riempì i sensi. Era la chiave che cercava. Capì che in quel profumo antico c’era il segreto che avrebbe portato a casa con sé.

il dott. Vittoriano Casanova nel suo laboratorio
Rientrato in Italia nel 1927, Vittoriano fece ritorno nel suo laboratorio, era una stanza ampia e silenziosa dove i vetri colorati riflettevano la luce del pomeriggio. Sul banco, centinaia di boccette racchiudevano frammenti del suo viaggio: resine di Eritrea, essenze di Somalia, foglie essiccate e legni profumati. Per settimane lavorò in solitudine, misurando, scaldando, filtrando. Ogni combinazione sembrava troppo debole o troppo invadente. Ma l’immagine della terra africana lo guidava: voleva ricreare non solo un odore, ma un’atmosfera, un ricordo. Finché una sera, miscelando resina di benzoino, mirra, e balsami raccolti lungo la costa somala, ottenne una fragranza nuova. Ne impregnò sottili fogli di carta assorbente e li lasciò asciugare. Quando accese il primo lembo, un filo di fumo azzurro salì lento verso il soffitto. L’aroma si diffuse nella stanza come una preghiera silenziosa, dolce e intensa insieme. Vittoriano chiuse gli occhi, era tornato in Eritrea, sentiva il vento caldo e la voce del deserto. Allora capì che il suo viaggio aveva trovato compimento.
La chiamò Carta Aromatica d’Eritrea, in onore di quella terra che gli aveva regalato l’ispirazione. Non un semplice profumo, ma un ponte tra due mondi, il calore africano e la sobria precisione del sapere italiano. Negli anni seguenti, la Carta Aromatica si diffuse nelle case e nelle botteghe d’Italia. E’ per questo venne insignito della Medaglia d’Oro dall’Ordine dei Farmacisti di Piacenza. Le famiglie la bruciavano per purificare l’aria, i farmacisti la consigliavano per i benefici balsamici, gli artisti la amavano per il suo aroma evocativo, ed è anche utile contro le zanzare. Ma per Vittoriano, ogni foglietto rimaneva un frammento di memoria. Ogni volta che lo accendeva, rivedeva i mercati africani, le mani scure che gli porgevano le resine, il vento che portava odori di sabbia e legno. Il mondo intorno cambiava, giungevano le voci del regime, le ombre della guerra, le illusioni di grandezza coloniale. Eppure, in quell’aroma leggero e persistente, si conservava qualcosa di più profondo e umano; il dialogo silenzioso tra le culture, l’incontro tra la curiosità e il rispetto.
Quando ormai anziano, Vittoriano ripose i suoi taccuini e chiuse il laboratorio, la città di Piacenza odorava ancora della sua creazione. Le persone continuavano ad accendere la Carta d’Eritrea nelle sere d’inverno, lasciando che il fumo profumato accarezzasse le pareti come un ricordo lontano. E così, quel viaggio in una “terra degli aromi” non finì mai davvero. Continuò a vivere in ogni casa, in ogni respiro che si riempiva di quella fragranza antica, come un piccolo atto di poesia sospeso tra la scienza e il sogno.
Oggi il prodotto “Carta d’Eritrea” viene esportata in tutto il mondo e l’azienda va avanti grazie all’impegno del nipote Giorgio Bergonzi e alla moglie Maria Grazia Mantovani. Infatti dal 2005 a Castel San Giovanni hanno fondato la “Casanova di Giorgio Bergonzi & C. sas”. Una storia incredibile con un prodotto longevo e lunga oltre un secolo.
La chiamò Carta Aromatica d’Eritrea, in onore di quella terra che gli aveva regalato l’ispirazione. Non un semplice profumo, ma un ponte tra due mondi, il calore africano e la sobria precisione del sapere italiano. Negli anni seguenti, la Carta Aromatica si diffuse nelle case e nelle botteghe d’Italia. E’ per questo venne insignito della Medaglia d’Oro dall’Ordine dei Farmacisti di Piacenza. Le famiglie la bruciavano per purificare l’aria, i farmacisti la consigliavano per i benefici balsamici, gli artisti la amavano per il suo aroma evocativo, ed è anche utile contro le zanzare. Ma per Vittoriano, ogni foglietto rimaneva un frammento di memoria. Ogni volta che lo accendeva, rivedeva i mercati africani, le mani scure che gli porgevano le resine, il vento che portava odori di sabbia e legno. Il mondo intorno cambiava, giungevano le voci del regime, le ombre della guerra, le illusioni di grandezza coloniale. Eppure, in quell’aroma leggero e persistente, si conservava qualcosa di più profondo e umano; il dialogo silenzioso tra le culture, l’incontro tra la curiosità e il rispetto.
Quando ormai anziano, Vittoriano ripose i suoi taccuini e chiuse il laboratorio, la città di Piacenza odorava ancora della sua creazione. Le persone continuavano ad accendere la Carta d’Eritrea nelle sere d’inverno, lasciando che il fumo profumato accarezzasse le pareti come un ricordo lontano. E così, quel viaggio in una “terra degli aromi” non finì mai davvero. Continuò a vivere in ogni casa, in ogni respiro che si riempiva di quella fragranza antica, come un piccolo atto di poesia sospeso tra la scienza e il sogno.
Oggi il prodotto “Carta d’Eritrea” viene esportata in tutto il mondo e l’azienda va avanti grazie all’impegno del nipote Giorgio Bergonzi e alla moglie Maria Grazia Mantovani. Infatti dal 2005 a Castel San Giovanni hanno fondato la “Casanova di Giorgio Bergonzi & C. sas”. Una storia incredibile con un prodotto longevo e lunga oltre un secolo.
confezioni di carta aromatica
Piccole note biografiche.
Il dottor Vittoriano Casanova nacque il 31 agosto 1886 a Sissa, in provincia di Parma, dove trascorse gli anni della giovinezza e completò gli studi. Animato da una profonda passione per le scienze, il 12 marzo 1912 conseguì la laurea in Farmacia presso l’Università di Parma. Poco dopo inaugurò la sua prima farmacia a Zibello, avviando quella che sarebbe diventata una vita interamente dedicata alla ricerca e all’imprenditoria. In quello stesso periodo sposò la signorina Emma Gazzola, con la quale costruì una famiglia unita e laboriosa.
Dal matrimonio nacquero tre figli. Marco, il primogenito, laureato in Chimica Industriale, fu chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale e inviato al fronte russo con le forze dell’Armir, dove perse la vita durante il tragico ripiegamento dell’armata italiana. Claudia, la secondogenita, si laureò in Lettere e intraprese con passione la professione di insegnante. Mariateresa, invece, nacque a Genova, città nella quale Vittoriano aveva aperto una nuova farmacia in Corso Carbonara, e conseguì la laurea in Biologia.
Verso la fine degli anni Cinquanta, forte dell’esperienza maturata e di un crescente spirito innovativo, il dottor Casanova decise di vendere la farmacia genovese per dedicarsi completamente alla sua attività imprenditoriale a Piacenza. Infatti aprì un Laboratorio con annesso magazzino in via Caccialupo dove produceva e vendeva esclusivamente a farmacie e ad altri rivenditori, senza occuparsi della vendita al dettaglio. Con questa nuova attività si dedicò alla produzione e commercializzazione di una serie di prodotti da lui stesso ideati e brevettati -la celebre Carta Aromatica d’Eritrea, il lievito Polvere della Badessa, l’Amaro Medicinale a base di Erbe, il Corilan, un farmaco destinato ai piccoli animali da allevamento, e l’Inchiostro Alimentare Carosigno, utilizzato per la timbratura delle carni alimentari-.
Il dottor Vittoriano Casanova si spense a Piacenza nel 1967, lasciando un’eredità professionale fatta di ingegno, dedizione e spirito pionieristico. Dopo la sua morte, l’attività fu portata avanti part-time dalle figlie Claudia e Mariateresa, che ne conservarono la tradizione continuando la produzione della Carta d’Eritrea e del Carosigno fino al 2005. In quell’anno il nipote Giorgio Bergonzi, animato dal desiderio di proseguire il cammino tracciato dal nonno, fondò una nuova realtà imprenditoriale; la “Casanova di Giorgio Bergonzi & C. sas”, con sede in via Slunj 16, tel.+39 0523-881038 Castel San Giovanni 29015 (Piacenza), dando così continuità alla storia di una famiglia che ha saputo trasformare la passione scientifica in impegno creativo e tradizione.
Il dottor Vittoriano Casanova nacque il 31 agosto 1886 a Sissa, in provincia di Parma, dove trascorse gli anni della giovinezza e completò gli studi. Animato da una profonda passione per le scienze, il 12 marzo 1912 conseguì la laurea in Farmacia presso l’Università di Parma. Poco dopo inaugurò la sua prima farmacia a Zibello, avviando quella che sarebbe diventata una vita interamente dedicata alla ricerca e all’imprenditoria. In quello stesso periodo sposò la signorina Emma Gazzola, con la quale costruì una famiglia unita e laboriosa.
Dal matrimonio nacquero tre figli. Marco, il primogenito, laureato in Chimica Industriale, fu chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale e inviato al fronte russo con le forze dell’Armir, dove perse la vita durante il tragico ripiegamento dell’armata italiana. Claudia, la secondogenita, si laureò in Lettere e intraprese con passione la professione di insegnante. Mariateresa, invece, nacque a Genova, città nella quale Vittoriano aveva aperto una nuova farmacia in Corso Carbonara, e conseguì la laurea in Biologia.
Verso la fine degli anni Cinquanta, forte dell’esperienza maturata e di un crescente spirito innovativo, il dottor Casanova decise di vendere la farmacia genovese per dedicarsi completamente alla sua attività imprenditoriale a Piacenza. Infatti aprì un Laboratorio con annesso magazzino in via Caccialupo dove produceva e vendeva esclusivamente a farmacie e ad altri rivenditori, senza occuparsi della vendita al dettaglio. Con questa nuova attività si dedicò alla produzione e commercializzazione di una serie di prodotti da lui stesso ideati e brevettati -la celebre Carta Aromatica d’Eritrea, il lievito Polvere della Badessa, l’Amaro Medicinale a base di Erbe, il Corilan, un farmaco destinato ai piccoli animali da allevamento, e l’Inchiostro Alimentare Carosigno, utilizzato per la timbratura delle carni alimentari-.
Il dottor Vittoriano Casanova si spense a Piacenza nel 1967, lasciando un’eredità professionale fatta di ingegno, dedizione e spirito pionieristico. Dopo la sua morte, l’attività fu portata avanti part-time dalle figlie Claudia e Mariateresa, che ne conservarono la tradizione continuando la produzione della Carta d’Eritrea e del Carosigno fino al 2005. In quell’anno il nipote Giorgio Bergonzi, animato dal desiderio di proseguire il cammino tracciato dal nonno, fondò una nuova realtà imprenditoriale; la “Casanova di Giorgio Bergonzi & C. sas”, con sede in via Slunj 16, tel.+39 0523-881038 Castel San Giovanni 29015 (Piacenza), dando così continuità alla storia di una famiglia che ha saputo trasformare la passione scientifica in impegno creativo e tradizione.
