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Luigia Uttini, la Madre piacentina di Giuseppe Verdi

di Paolo Morlacchini

Luigia Uttini, madre del celebre compositore Giuseppe Verdi, vantava profonde radici nel territorio piacentino, dal quale provenivano entrambe le sue linee familiari. Giuseppe Verdi nacque a Roncole di Busseto il 10 ottobre 1813, acquisendo così la cittadinanza parmense. È tuttavia importante sottolineare la presenza di antenati sia paterni sia materni nel Piacentino. La famiglia Verdi risiedeva nel comune di Villanova sull’Arda sin dal XVIII secolo. Analogamente, gli Uttini, antenati materni del compositore, si stabilirono nel Piacentino nel 1705, trasferendosi a Cortemaggiore dal piccolo borgo di Crenna Superiore, nella parrocchia di Crusinallo, alle falde del Monte Rosa. L’area appartiene oggi alla provincia del Verbano-Cusio-Ossola ed è compresa nel comune di Omegna, in Piemonte.


la casa dove nacque la madre di Verdi, (foto mainardi)

A Cortemaggiore gli Uttini si insediarono nel quartiere denominato Borgo di Porta San Francesco, nei pressi della chiesa della Santissima Annunziata, nota anche come chiesa “dei Frati”. Nello Status Animarum la loro abitazione era identificata con il numero civico 32. Di particolare interesse è il fatto che nella casa adiacente, contrassegnata dal numero civico 43, abitasse Tommaso Respighi, antenato diretto del compositore Ottorino Respighi. Un ramo della famiglia Uttini, originario di Crusinallo, si trasferì invece a Bologna. Tra i suoi membri si annovera Francesco Antonio Uttini, nato nel capoluogo emiliano nel 1724. Egli sposò Rosa Scarlatti, nipote del celebre compositore Alessandro Scarlatti. Francesco Antonio, a sua volta compositore, si trasferì successivamente a Stoccolma, presso la corte del sovrano svedese Gustavo III. La data esatta dell’arrivo degli Uttini a Saliceto di Cadeo non è nota; tuttavia, nel 1734 la famiglia risultava già stabilita nel paese. Luigia Uttini nacque a Saliceto il 30 settembre 1787. Era figlia di Carlo Uttini e Angela Villa, sposatisi il 16 ottobre 1774.

I due coniugi vissero per alcuni anni a Chiavenna Landi di Cortemaggiore, dove è probabile che gestissero un’osteria. Luigia era descritta come una donna dal carattere forte e svolgeva la professione di filatrice. Abitava con la famiglia alla Palta Vecchia, detta anche Contradone di Sotto, nella località di Saliceto. Nel 1804 Carlo Uttini e Angela Villa si trasferirono a Busseto con tre dei loro figli per assumere la gestione dell’Osteria dell’Angelo. L’anno successivo, nel 1805, Luigia Uttini e Carlo Verdi si sposarono nell’Oratorio di Santa Maria, appena fuori dalle mura medievali di Busseto. Dopo il matrimonio i due si stabilirono a Roncole insieme alla madre e ai fratelli di Carlo Verdi. Lorenzo Uttini rimase invece a Saliceto per gestire l’osteria e prestò servizio come soldato nell’esercito di Napoleone. Le famiglie Verdi e Uttini mantennero sempre rapporti stretti e significativi. I loro membri partecipavano frequentemente ai battesimi in qualità di padrini e madrine, consolidando così i legami familiari. Giuseppe Verdi rimase profondamente legato alle proprie origini. Tra i suoi parenti figuravano due cugini sacerdoti, don Carlo e don Ciriaco Uttini. Quest’ultimo, morto nel 1920 all’età di 87 anni, godeva della stima di Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X.


cartolina con vedutine di Saliceto di Cadeo

Don Carlo, fratello maggiore di don Ciriaco, fu invece uno dei pionieri del movimento italiano a favore delle scuole dell’infanzia e ricoprì l’incarico di direttore scolastico a Piacenza. Nel capoluogo piacentino fondò l’Asilo o Giardino d’Infanzia, successivamente diretto dalla sorella Egidia, anch’essa apprezzata educatrice, e in seguito dalla nipote. È probabile che sia stato proprio don Carlo a suscitare l’interesse di Verdi per il movimento degli asili infantili. Dal 1901 numerose scuole materne, tra cui quella di Saliceto, beneficiarono infatti delle donazioni provenienti dai lasciti testamentari del Maestro. Tra Verdi e gli Uttini esisteva un legame profondo, fondato non solo sulla parentela, ma anche su una notevole affinità di carattere e di intelligenza. La corrispondenza inedita conservata a Sant’Agata tra don Carlo Uttini, i suoi familiari e Giuseppina Strepponi testimonia la solidità di questo rapporto. Rimane tuttavia irrisolta una questione affascinante: la sorte del ritratto di Luigia Uttini. Nel 1870 il dipinto si trovava presso parenti di Giuseppe Verdi residenti nel territorio di Alseno e nella parrocchia di Castelnuovo Fogliani. I proprietari appartenevano alla famiglia Guardiani, legata agli Uttini attraverso un matrimonio e ai Verdi attraverso un altro. Si trattava degli eredi di uno zio del compositore: i discendenti di Fiorenzo Guardiani e Annunziata Verdi, parenti del Maestro. Maddalena Guardiani aveva sposato un Uttini e, nella generazione successiva, un altro membro della famiglia Guardiani aveva sposato Annunziata Verdi. Per questo motivo Giuseppe Verdi risultava imparentato con i Guardiani attraverso due differenti rami genealogici.

Per molti anni il compositore aiutò economicamente questa famiglia, rispondendo alle loro richieste di sostegno. In una delle lettere conservate emerge un dettaglio particolarmente interessante: una nipote dei Guardiani, dopo il matrimonio con un esponente della famiglia Prati, lasciò Castelnuovo Fogliani e si trasferì a Castell’Arquato, portando con sé il ritratto di Luigia Uttini. Il matrimonio è documentato nel 1852. Pietro Domenico Prati, caffettiere ventenne nato a Carpaneto, sposò Maria Teresa, o Maria Lucrezia, Moschini, nata a Bardi e figlia di Lazzaro Moschini e Maria Guardiani. La coppia esercitava la propria attività a Castell’Arquato e con ogni probabilità custodiva nella propria abitazione il ritratto della madre di Verdi. Da quel momento, però, le tracce del dipinto si perdono. Chiunque abbia avuto legami con le famiglie Guardiani o Prati e ricordi il ritratto di una donna distinta, robusta e dallo sguardo severo potrebbe aver visto proprio l’immagine di Luigia Uttini, madre di Giuseppe Verdi.